Alle due del pomeriggio, sotto un sole da tropico, la vita reale sconfigge Ian Fleming, e John Le Carré, e Graham Green. Tutti e tre insieme. Neppure loro, infatti, neppure i più grandi scrittori di spionaggio, avrebbero forse immaginato ciò che accade ora su una pista dell'aeroporto Schwechat di Vienna, nell' anno 2010, a vent'anni e passa dal crollo del muro di Berlino. «Il più grande scambio di spie dai tempi della guerra fredda», così dicono i telegiornali: 10 spie russe che hanno ammesso la loro colpa davanti ai giudici americani tornano a casa loro, a Mosca, e 4 russi già condannati per spionaggio a favore degli Usa vengono scarcerati e spediti in Occidente, dopo aver ricevuto la grazia dal presidente Dmitri Medvedev.